martedì 26 novembre 2019

Torino, tra due anni


Una delle cose che tengo sempre a mente è che Torino è stata la prima capitale d'Italia. Torino è sempre stata una città laboriosa, imprenditoriale. Torino è per antonomasia una città laboratorio, una fucina di idee, un luogo di ricerca, grazie ai suoi autorevoli atenei. Torino è una città meravigliosa dal punto di vista culturale, architettonico, storico: basta guardare i suoi palazzi e visitare i suoi musei: il nostro museo egizio è per importanza il primo nel mondo, secondo solo a quello del Il Cairo.

Ebbene amici, potrei continuare ancora per molto ad elencare le peculiarità della nostra capitale sabauda, ma invece mi preme evidenziare come Torino sia avvolta dal torpore politico che in questo momento l'amministra. Nel 2016 i torinesi cercarono di dare una svolta alla loro città eleggendo la grillina Chiara Appendino. Sembrava dovesse arrivare una nuova ventata d'iniziative con il nuovo sindaco, si presumeva potesse risollevare le sorti di una città abbandonata anche dalla Fiat. Invece l'ex capitale dell'auto è inibita dall'immobilità politica, come se ci fosse una fiera mitologica dai mille tentacoli che l'attanaglia. 

A parte qualche tristissimo drone e l'iniziativa di voler far viaggiare tutti in monopattino - senza sapere con chiarezza dove sarebbe consentito e dove sarebbe vietato circolare -  non appare nulla di stimolante all'orizzonte, se non l'eventuale accesso al centro storico tramite pagamento di 5 euro con due ore di posteggio gratuito. E non desidero entrare in merito alla mancata partecipazione alle olimpiadi invernali del 2026, per non infierire. D'altronde la nostra sindaca esultò per l'arrivo di Cristiano Ronaldo in bianconero, perché, secondo lei, il campione portoghese avrebbe risollevato le sorti della città: è con questo è detto tutto!

Uno dei motivi per i quali ho deciso di dedicarmi alla politica attiva è proprio per rinvigorire la città che amo, che ha dato i natali a me e ai miei avi. 
Se poi penso che col patto politico tra M5S e PD potremmo ritrovarci Fassino e Appendino alleati alle elezioni del 2021, mi assale un senso di prostrazione che mi spinge a mettere in campo tutte le forze che ho a mia disposizione. 

Una priorità sarà dare slancio alle imprese. Chi possiede una partita IVA dovrà essere aiutato e non tartassato, in modo che possa generare ricchezza, posti di lavoro e servizi adeguati: Roberto Rosso, in questo senso, sta dando un grande contributo con la sua pressione politica tesa alla sburocratizzazione.

Un'altra priorità sarà la fermezza nel combattere la micro criminalità in modo da rendere tutti i quartieri dei luoghi sicuri, nei quali donne, bambini ed anziani possano ritrovare il piacere di passeggiare, a qualsiasi ora del giorno e della notte. In che modo vi chiederete? Semplice: con i vigli urbani, stile Bobby londinesi. Ogni quartiere, a mio modo di vedere, dovrà avere un pattugliamento da parte dei vigili urbani, i quali possano intervenire tempestivamente e segnalare alle Forze dell'ordine atti criminali: oggi, vediamo la polizia municipale prevalentemente quando c'è una scorta per qualche vip o qualche pullman di tifosi scalmanati da accompagnare allo stadio.

Ancora due anni di passione e poi si dovrà cambiare per Torino e per tutti noi.

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