domenica 1 dicembre 2019

Dalle stelle alle stalle

Anche il 2019 sta per concludersi. E, come ogni anno, anche l'ultimo mese del primo decennio del 2000 è permeato di buoni propositi per i futuri 365 giorni. 
Direi che gli anni del primo decennio del 2000 si sono dimostrati più buonisti di quelli dei secoli precedenti, ma senza essere migliori per generosità, perbenismo, onestà e bontà. La Storia ci insegna che ogni secolo è stato segnato dal sangue: non sono mai mancate guerre, rivoluzioni, sopraffazioni di ogni genere.

Per quanto riguarda l'Italia, credo che il 2000 sia stato caratterizzato, dal punto di vista politico, dalla nascita del M5S: infatti "il 4 ottobre 2009 nasce il sulla scia dell'esperienza del movimento Amici di Beppe Grillo, attivo dal 2005, e delle liste civiche a Cinque Stelle, presentate per la prima volta alle elezioni amministrative del 2009 il M5S. Il Movimento 5 Stelle vede e promuove se stesso come organizzazione né di destra né di sinistra e post-ideologico e non si definisce un partito, preferendo locuzioni come libera associazione di cittadini, 'non associazione' o 'forza politica'. I militanti sono usualmente definiti Cinque Stelle, pentastellati o grillini, sebbene essi ritengano quest'ultima definizione riduttiva o volutamente distorsiva, preferendo invece quella di attivisti 5 Stelle. Ideologicamente e organizzativamente, il Movimento è stato paragonato ai Partiti Pirata nord-europei, al Movimento Occupy e agli Indignados spagnoli." si legge su Wikipedia.

Quant'acqua è passata sotto i ponti. E com'è cambiato il movimento "rivoluzionario". E' cambiato al punto tale da diventare il principale partito di governo e gestisce l'esecutivo con il partito che ha subito le sconfitte più clamorose nelle elezioni nel decennio del terzo millennio. Suona strano che un movimento "rivoluzionario" si trovi a governare con quelli che voleva scalzare dagli scranni del Parlamento, vero? 

Tant'è che Grillo Giuseppe è passato dal "vaffa... day" al "Non rompete i coglioni [...] non siamo più quelli di dieci anni fa [...] Siamo in un momento di caos, il caos è nella natura dell'uomo. E' nel caos che vengono fuori le belle idee." Se le belle idee sono, da accusare il Pd di finanziare le banche italiane, apporre la firma per il Mes - Meccanismo Europeo di Stabilità: leggi foraggiare la banche tedesche -, e permettere il pignoramento dei conti correnti da parte del Fisco, quando dieci anni fa lo stesso Grillo "parlante", o "delirante",  voleva smantellare Equitalia: credo davvero che i grillini si trovino nel caos più assoluto.

Già, non sono più quelli di dieci anni fa, oggi sono per il Tap - Trans Adriatic Pipeline - e l'odiato TAV - Treno Alta Velocità, tratta Torino-Lione - infatti più nessuno ne parla, non è più un'emergenza per l'umanità intera. L'Ilva pare persa in modo irrimediabile; l'annosa questione Alitalia è sempre più in alto mare; i terremotati aspettano ancora la ricostruzione ed è fallita la politica fondata su onestà e purezza della fedina penale nel momento in cui hanno deciso di governare - d'amore e d'accordo - con il partito che ha la più alta percentuale di politici indagati e condannati insieme a Forza Italia.

Lo dimostrano anche i sondaggi che il movimento non è più quello di dieci anni fa: oggi pare sia intorno al 16%. Ed è proprio questo il motivo per il quale non si torna alle urne. Per la stessa ragione per la quale si mobilitò il capo popolo Giuseppe Grillo - mai presentato alle urne - ed i suoi seguaci durante i governi Monti, Letta, Renzi e Gentiloni: governi nati nello stesso modo in cui è nato qualche mese fa quello giallo-rosso, gestito - per ironia della sorte - da un altro Giuseppe, che interpreta alla perfezione la parte: "Io sono io e voi siete un cazzo!" del Marchese del Grillo - Beppe -.

Che il 2020 vi sia lieve...


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