lunedì 2 dicembre 2019

Straordinaria, unica, difficile, dolce, amara?

Come possiamo definire la nostra vita? Sicuramente un mix d'emozioni, di situazioni. Talvolta è prevedibile, così com'è imponderabile. Costellata di sogni e di speranze, ma tempestata dall'inquietudine e dalla tristezza. Un percorso ad ostacoli: via uno l'altro... via uno l'altro... via uno l'altro... e così via.

Speri, in cuor tuo, che l'ultima difficoltà affrontata sia definitiva e che da lì in poi il tragitto sia sgombro, magari in discesa, accompagnato dalla dolcezza del calore del sole. Per un certo tratto è così, ed è in quella circostanza che pensi quanto la vita sia meravigliosa. Ma nel momento in cui inizi a goderti quella magia, la meraviglia svanisce e l'ansia, lo sgomento, la tristezza, o la rabbia, oppure la delusione, prendono il suo posto. Perché succede? "Perché proprio a me?", ti domandi. 
Perché nel momento in cui ti stavi godendo la discesa, in un bel campo aperto, tanto desiderato, dopo salite e impedimenti, quando stavi assaporando la leggerezza dell'aria, la moltitudine di colori, il calore del sole, una brezza delicata sul tuo viso, ti è apparsa quella terribile nuvola nera che ha scaricato con violenza le sue gocce simili alle lacrime che di lì a poco ti solcheranno il viso?

Non lo sai il perché. Così inciampi, e ti trovi a terra in una gelida pozzanghera. Tenti di sollevarti, ma scivoli. Guardi le tue mani sporche di fango. Le strofini su di te, cercando di pulirle come meglio ti riesce. Poi, con enorme fatica, ti rialzi e ti metti nuovamente a correre, cercando di schivare tutto ciò che si contrappone tra te e la tua effimera meta, con la consapevolezza che prima o poi tornerà il sereno. E corri, corri, corri verso la meta.


La meta... Già! Ma qual è la meta? Dov'è la meta? Cos'è la meta?
Ti fermi un'attimo. Sospendi per qualche secondo la corsa e pensi.

La meta è un punto d'arrivo senza un ritorno. E' quando finisce la gara. E' quando smetti di correre, di saltare ostacoli, di sognare strade nuove, di provare percorsi affascinanti. Così comprendi che soltanto quando raggiungerai la fatidica meta non proverai più tante amarezze, come speri da sempre. Ma nel contempo ti rendi conto che non proverai più la soddisfazione, l'orgoglio, che si prova nel risollevarsi ad ogni caduta, per poter iniziare una nuova corsa.


Vivi l'attimo.




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